dal mio balcone, la sera…

Inserito il 19/12/09 alle ore 11:52 nelle categorie: lights


dal mio balcone, la sera… di Anche*, on Flickr.com since 6th November, 2009

Ur geza

Inserito il 10/12/09 alle ore 23:11 nelle categorie: lights


Ur geza di txekeo (JDRfotografia.com), on Flickr.com since 10th December, 2009

Birds and autumn….

Inserito il 02/11/09 alle ore 22:45 nelle categorie: lights


Birds and autumn…. di Dr_Tariq, on Flickr.com since 30th October, 2009

Nunca Mas!

Inserito il 25/09/09 alle ore 10:21 nelle categorie: notes

Litfiba - Desaparecido (1985)


La cacca è la conseguenza, ahimé nemmeno troppo scontata, di una pressoché ineludibile serie di fattori.
Uno di essi è senza dubbio la pietanza di cui ci nutriamo; presumibilmente, introducendo feci nel cavo orale, in uscita troveremo bene o male la sostanza di partenza. Talvolta capita, però, che introducendo un cibo veramente squisito, prelibato e succulento, esso si trasformi dopo tanto tempo ugualmente in merda: è un po’ il caso dei nostrani Litfiba.
[continua..] [http://www.rocklab.it/recensioni.php?id=568]

Quanto alla tragedia dei DESAPARECIDOS, tutti dovrebbero documentarsi e riflettere, simili atrocità non si possono dimenticare.
Un buon punto di partenza:
http://www.storiain.net/arret/num84/artic3.asp
Da vedere anche il film di Bechis “GARAGE OLIMPO”.

Vasto di giorno

Inserito il 16/07/09 alle ore 10:31 nelle categorie: lights


Vasto di giorno di MyMaSs, on Flickr.com since 11th July, 2009

Tutt lu uast

Giornata mondiale dell’Ambiente

Inserito il 04/06/09 alle ore 23:57 nelle categorie: lights

Domani 5 giugno 2009 in occasione della giornata mondiale dell’ambiente verrà trasmesso in anteprima mondiale, oltre che da molte televisioni, anche su internet e gratuitamente il film documentario HOME - La nostra terra curato dal regista Luc Besson e girato dal fotografo francese Yann Arthus-Bertrand.

» http://www.youtube.com/homeproject


On June 5th
More than a movie, HOME will be a major event around the globe: for the first time ever, a film will be released on the same day in over 50 countries.
June 5th 2009, World Environment Day has been chosen as the highly symbolic date for this simultaneous, and free of charge, release on every format: movie theatre, TV, DVD and Internet. The aim of director Yann Arthus-Bertrand, distributor Luc Besson and François-Henri Pinault, chairman and CEO of PPR, the film’s official sponsor, is to reach the widest possible audience, and to convince us all of our individual and collective responsibility towards the planet.
ON JUNE 5th WE ALL HAVE A DATE WITH THE PLANET!

In equilibrio

Inserito il 27/05/09 alle ore 21:43 nelle categorie: lights


Meeting - Feb 24 di hickoree, on Flickr.com since 24th February, 2009

World outside my Window

Inserito il 17/05/09 alle ore 23:14 nelle categorie: lights


World outside my Window di Souvik_Prometure, on Flickr.com since 13th May, 2009

Le regioni italiane “colonie” del governo

Inserito il 14/05/09 alle ore 10:13 nelle categorie: notes

La denuncia del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata:
http://www.asca.it/regioni-BASILICATA__REGIONE__LE_MANI_DEL_GOVERNO_SUL_PETROLIO_LUCANO-397149-basilicata-2.html

BASILICATA: REGIONE, LE MANI DEL GOVERNO SUL PETROLIO LUCANO


(ASCA) - Potenza, 13 mag - ‘’Gli abitanti della Basilicata trattati allo stesso modo di paesi come la Nigeria, l’Angola o la Guinea Equatoriale: da oggi, per estrarre il petrolio dal sottosuolo nella nostra regione e’ sufficiente un accordo fra il Governo e le multinazionali, alle quali bastera’ andare a Roma e contrattare con il ministro Scajola. Alla Basilicata nessuno dovra’ chiedere nulla o dare in cambio qualcosa: sono saltate le garanzie per la salvaguardia del territorio e quindi ogni possibilita’ per la Regione di negoziare benefici per il suo territorio e i suoi cittadini'’. Lo spiega il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata in relazione al disegno di legge approvato in Senato che modifica le norme per l’estrazione degli idrocarburi.

‘’Questo meccanismo perverso e’ il risultato di un’operazione in cui sono complici e conniventi il Governo di destra e le grandi multinazionali del petrolio: sono gli effetti del disegno di legge approvato oggi al Senato chiamato ‘’Sviluppo e internazionalizzazione delle imprese'’, sulla base del quale i permessi di ricerca e le concessioni per l’estrazione di idrocarburi possono essere rilasciati senza l’Intesa Stato-Regione, bensi’ con un procedimento unico in capo all’Amministrazione dello Stato. Si torna indietro di dieci anni privando la Regione del suo potere di autodeterminazione e riducendola, appunto, a colonia.

Come se non bastasse - prosegue la nota - la legge cambia anche le norme sulla Valutazione di impatto ambientale, che sarebbe richiesta soltanto per le attivita’ di perforazione dei pozzi e sarebbe affidata ora all’Unmig (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia), un organismo statale periferico del Ministero per lo Sviluppo economico, neanche di quello dell’Ambiente. Speravamo che almeno in questa occasione il ministro Prestigiacomo difendesse le prerogative del suo dicastero senza farsi fagocitare, come accade anche per il nucleare, dal collega dell’Economia.

In pratica, e’ stata messa a punto una joint venture in cui Governo e compagnie gestiscono un’iniziativa comune per poi dividerne gli utili.

E non fa niente se per agevolare le imprese si impoverisce una regione. Sono anche questi, in fin dei conti, gli effetti del federalismo, per cui cio’ che appartiene alla Lombardia (il gettito fiscale delle imprese, ad esempio) resta nelle casse di quella Regione, mentre cio’ di cui dispone la Basilicata, gas, petrolio e risorse naturali, viene espropriato'’.

Testimonianza diretta da L’Aquila

Inserito il 06/05/09 alle ore 17:38 nelle categorie: notes

Lettera al direttore di Effedieffe.com da parte di un abbonato di L’Aquila:
http://www.effedieffe.com/component/option,com_myblog/show,La-verita-dall-Aquila-la-testimonianza-diretta-di-un-abbonato.html/Itemid,272/

Stimato direttore, a distanza di diversi giorni, anzi di oltre due settimane dal sisma che ci ha messo in ginocchio, a L’Aquila c’è già qualcuno che ha il modo di riutilizzare internet e scrivere a EFFEDIEFFE. Con tutte le cose che ci sono da fare… non è una cosa scontata, ma il troppo è troppo. In pochi giorni a L’Aquila, sono arrivati tutti… il presidente del consiglio e tutta la pletora di figuranti di destra sinistra e centro… martedì verrà il Santo Padre… e ora… anche il G8.

Cosa siamo diventati? Un luogo di pellegrinaggio? So che siamo pittoreschi… lo vedo coi miei occhi… gente vestita di stracci o abiti usati distribuiti dalla caritas, che sguazzano in campi di fortuna allestiti in ex campetti di calcio di periferia o paese… scarpe lorde di fango, occhi spauriti, anziani malati, donne incinte, bambini… ammassati in tende da 12, come animali da stalla, o in palloni ad uso sportivo. Donne anziane che debbono spogliarsi e lavarsi davanti a decine di persone, mamme che debbono fare la fila anche per portare in bagno i bambini, poi bagno… che parola grossa… un lurido cesso di plastica piazzato alla meno peggio… con il serbatoio chimico, puzzolente, malfermo, stretto… Intanto sui giornali tutto va bene… è tutto ripartito… sembra abbiano riaperto le scuole… gli uffici… … la verità è che siamo come eravamo dopo tre giorni dal sisma: “in mezzo alla m…!!!”.

Intanto i media dopo i primi giorni di pietismo e lacrimucce stanno spegnendo le luci… la gente sui loro salotti cambia canale, perchè ci sono le finali di qualche “reality”… (ahahahah che cosa è la realtà???). La gente nei discoris da bar dice già: “Cambiamo discorso ti prego… non ci voglio pensare…” … ebbene lo si faccia… lasciateci in pace se non volete o potete aiutarci… almeno lasciateci in pace… viviamo in una città distrutta… l’intero centro storico è devastato, presidiato dall’esercito e blindato. Non possiamo tornare neppure a scavare sulle nostre case alla ricerca delle foto dei nostri figli o del nostro gatto di casa… io ho la casa ridotta ad una bottiglia rotta… inagibile… l’ufficio devastato… oltre un decennio di mutui da pagare su immobili da rottamare… una attività in proprio che non beneficerà dei mega appalti che già si stanno approntando a Roma, e qualche poveraccio di dipendente… disperato… spacciato… come me… come noi tutti.

Ma il governo che fa??? Ci rompe i c… invece di mandare container e baracche… che sono brutte; i cialtroni che ci governano… ci fa stare accampati, lontani da telecamere indiscrete e filtrando interviste non allineate… la città già blindata diventa totalmente bloccata … ora pure il G8… perchè??? Per avere ancora più disagi…??? Per far arrivare anche qualche altro elemento di dissesto??? Non basta quello che ci ha riservato la vita? Il nostro destino non è già abbastanza miserando??? Dobbiamo rassegnarci anche alle più sordide e becere strumentalizzazioni bipartisan???

Sono arrivati a decine… a centinaia di volontari… con le loro telecamerine e fotocamere amtoriali… ridevano quando arrivavano… poi iniziano a parlare con noi… il loro sorriso sparisce… ne ho visti molti piangere… pediatri nelle tende pediatriche… piangere come vitelli, davanti a bambini che svengono ad ogni minima scossa dello sciame sismico che continua inesorabile… ho visto due bambini un bimbo di sei e una bimba di 8, che hanno perso la parola… semplicemente… non parlano più… Ho visto il terrore negli occhi di mio figlio, mentre i suoi giochi e i suoi mobili gli crollavano addosso, mentre le pareti si fratumavano e la polvere invadeva la casa, ho sentito le grida di terrore di mia moglie che nel buio del black out che è arrivato quasi subito non iusciva ad aprire la porta finestra che dà in girdino perchè gli infissi si sono deformati…

Mi sono spaccato i piedi camminando scalzo sui vetri della sala… bottiglie di vino, pezzi di mobili, ho dovuto sfondare tutto usando il mobile su cui allora mettevamo i CD… siamo usciti che la terra aveva smesso di tremare… e intorno la gente urlava nelle scale o fuori in strada… mentre l’odore di metano dalle condutture spaccate aveva invaso il quartiere. Ho visto tutto questo… e ringrazio il Signore, lo ringrazio perchè pur avendo perso tutto, non ho perso nulla… ho con me mia moglie e mio figlio, non ho avuto lutti tra i parenti più stretti… m’è andata di lusso… e la cosa assurda è che non ho perso nè la lucidità, nè il disincanto… nè il coraggio… andremo avanti… siamo vivi… ripartiremo dal niente…. Se mai ci daranno soldi per ricostruire o meglio rabberciare quel che è scomparso per sempre… passeranno per banche, interessi agevolati, bonifici, fatture autorizzate da periti e finanzieri… siamo terremotati… non possiamo chiedere… possiamo solo accettare… o meglio subìre… ma subìre il nostro destino… non essere strumentalizzati in modo indegno… C’è chi di noi ha subito morti strazianti… poche dicono… sul totale delle popolazioni… (che bravi esperti…) poche… perchè solo 300 morti… non sono niente…

…ma Cristina.. faceva l’infermiera nell’ospedale che è crollato… era al pronto soccorso… e ora è sotto terapia psichiatrica… non lavora più… è sconvolta… ha visto gente lasciata morire in rianimazione… perchè era troppo malmessa… o anziana… mettevano a questi disgraziati un foglio di carta addosso attaccato col cerotto… e una X rosssa a pennarello… il segno della condanna… c’erano troppi bambini… emorragie… teste spaccate, toraci schiacciati… e ora lei non dorme più… piange… piange sempre… non mangia… non sa più sorridere… Un mio vicino di casa, si è covinto di essere il prefetto questore… chiama i ministeri… parla da solo… è alloggiato in un campo nello stadio! del rugby… e veste lo stesso vestito doppio petto che indossa un dirigente in ufficio… con scarpe da ginnastica rosse però… da settimane… dice di non poter andare da altre parti o con parenti… perchè come prefetto è sempre reperibile…

Il dottore del terzo piano lavorava al sert… ora lavora in una tenda blu… dorme in macchina da settimane… lavora a turni, gira i campi a somministrare droghe ai tossici mischiati alla gente comune, per tenerli buoni… e somministra psicofarmaci a palate… neppure per lui ci sono posti in container… e ora però arriva il G8.

Non è giusto tutto questo… questo è troppo… scrivo da una roulotte davanti casa… ho collegato un tubo di acqua e un cavo di fortuna, passano attraverso una delle crepe che si sono squarciate sul mio muro di casa… ho collegato internet ricollegando la mia linea dalla chiostrina in strada… ho un bambino che mi ha detto: “papà… quando aggiusti la casa rotta???” Io gli ho risposto… che è troppo rotta… verranno dei signori tra un po’… e ne faranno scempio… hanno già iniziato le demolizioni… ruspe enormi… che spianano tutto… vicoli antichi… ricordi… suoni… mio figlio ha fatto quattro anni… e dice per telefono ai nonni… “nonno… nonno… io abito nella casa di plastica… perchè la casa di mattoni è troppo rotta… domani forse papà torna in casa coi pompieri e mi riprende il cartone dei mostri pelosi…”.

Capite il nostro nuovo mondo surreale??? No… so che non potete e forse non volete… so anche che in fondo è inesorabile… persino giusto… chissà… ma almeno chiedo il rispetto del nostro dolore… e per la p… … lasciateci in pace… lasciateci dignitosamente abbandonati a decisioni più grandi di noi… soli coi nostri drammi, le nostre paure… i nostri rimpianti… ma almeno ci si lasci la dignità. Gli aquilani non hanno l’indole dei piagnoni… non siamo un popolo di sciatti questuanti… siamo un popola chiuso, malfidato, ma onesto, coraggioso… saremo ex pecorai transumanti e contadini di pedemonte… ma non siamo gente vile… rivendichiamo il diritto alla verità… alla dignità… porca p…!!!

Io direttore le chiedo un favore… venga a L’Aquila anche Lei… venga a vedere… usi la sua redazione perchè non si spenga la luce su questa nostro unico bisogno… non chiedo una raccolta fondi del c… … non chiedo aiuti per me o per la mia famiglia in roulotte… (ho dovuto pagarla in contanti… usata… settemilatrecento euro e per fortuna che li ho racimolati tra parenti e amici…) chiedo un suo articolo… dopo che avrà visto i nostri sguardi… sentito le nostre voci… se vorrà venire… cercherò di farla stare meglio che si potrà… magari non in tenda… perchè ci sono già gastroenteriti e polmoniti virali… ma la prego… prego la redazione… non dimenticateci… date voce alla nostra prima necessità… la dignità di esseri umani.

Grazie per quello che vorrà fare.

Luca D’Antonis

Pasando el tiempo

Inserito il 23/04/09 alle ore 9:20 nelle categorie: lights


Pasando el tiempo di Somoza Photography, on Flickr.com since 21st April, 2009

VALENCIA
Foto: Javier Somoza
Inspiración: Noemí Somoza (sinó esta sería una simple foto más)

L’Aquila..

Inserito il 16/04/09 alle ore 10:59 nelle categorie: lights

When the colour fades

Inserito il 30/03/09 alle ore 1:20 nelle categorie: lights


When the colour fades di Luka Skracic, on Flickr.com since 24th March, 2009

Skyline Arch Sunset

Inserito il 26/03/09 alle ore 23:50 nelle categorie: lights


Skyline Arch Sunset di summit42, on Flickr.com since 25th March, 2009

Salvare l’Abruzzo dall’olio nero

Inserito il 26/03/09 alle ore 11:22 nelle categorie: notes

Un intervista di Marcello Cristo a Maria Rita D’Orsogna, pubblicata su America Oggi l’8 marzo 2009:

Sin dai tempi della scuola, siamo stati abituati a pensare all’Italia come and un paese ricco di bellezze naturali ma povero di materie prime: le risorse economiche del Belpaese sono tradizionalmente concentrate in superficie piuttosto che nel sottosuolo.

Tuttavia negli ultimi anni, nella zona centrale della penisola, dall’Abruzzo alla Basilicata, sono state scoperte riserve petrolifere che, per quanto non paragonabili ai giacimenti esistenti in altri angoli del globo, hanno suscitato l’interesse (e gli appetiti…) di molte amministrazioni locali e compagnie estrattive, prima tra tutte l’ENI.

Visti i potenziali e sostanziosi interessi economici in ballo, non c’è da stupirsi se anche qui, come dappertutto, siano iniziate subite le polemiche sull’opportunità di sfruttare o meno questi pozzi facendo poi i conti con l’inevitabile impatto ambientale che ne deriverebbe.

Dopo lo “petrolizzazione” della Basilicata già iniziata alcuni anni fa e che ha provocato numerosi danni ecologici, l’epicentro della “battaglia” tra interessi economici ed ambientali si è ora spostata in Abruzzo dove l’Eni, assieme ad altre compagnie italiane e straniere, ha in programma la costruzione di pozzi e raffinerie che mal si adattano alla tradizione turistica, agricola, e vitivinicola della regione.

A dar filo da torcere al gigante Eni tuttavia, ci ha pensato un fisico, professore di matematica applicata alla California State University di Northridge, in California.

Maria Rita D’Orsogna, nata e cresciuta a New York, nel Bronx, da genitori abruzzesi, si è trasferita a Lanciano (CH) all’età di sette anni; a ventitre anni si è laureata in Fisica all’Università di Padova e, dopo aver vissuto per un po’ tra l’Europa e l’America ha accettato nel 2007 il prestigioso incarico accademico a Los Angeles dove risiede attualmente.

La residenza californiana tuttavia non le ha fatto dimenticare l’Italia e l’Abruzzo in particolare, una terra che ama al punto da indurla ad intraprendere un battaglia tutta “americana” per la salvaguardia di un pezzo d’Italia.

Prof. D’Orsogna, come e quando ha cominciato ad interessarti a questa vicenda?

«Me ne parlò un amico nell’Ottobre del 2007, quando iniziò a diffondersi la notizia della creazione di un “Centro Oli” dell’ENI ad Ortona. La disinformazione subdola fu subito evidente: l’espressione “Centro Oli” creò confusione fra la popolazione perché fa pensare ad un frantoio, invece che ad una raffineria. Poi indagando e leggendo documenti delle ditte petrolifere, si capì che si trattava non solo di sfruttare giacimenti petroliferi ad Ortona, ma in tutto l’Abruzzo: una prospettiva che cambierebbe per sempre il volto della regione».

In quali aree si trovano questi giacimenti e che cosa si conosce della loro entità?

«Modesti giacimenti sono ad Ortona, Pineto,Vasto, San Vito Marina, Silvi e Alba. Ci sono permessi estrattivi, in fase di approvazione o già accordati, sulla metà del territorio abruzzese incluso il Parco Nazionale d’Abruzzo e la Majella. A causa della particolare conformazione geografica questi giacimenti sono molto difficili da sfruttare: sono profondi, non molto consistenti. Per di più sono carichi di impurità, come lo zolfo, che rendono il petrolio abruzzese di scarsa qualità, che significa tonnellate di sostanze tossiche emesse nell’aria nel processo di lavorazione».

Quali sono state le reazioni delle varie amministrazioni locali?

«Grazie all’impegno di varie associazioni, le comunità costiere sono informate, specie il Pescarese ed il Chietino. I Teramani si stanno mostrando abbastanza attivi ed agguerriti, presentando risoluzioni e promuovendo conferenze informative. Le loro economie sono molto centrate sul turismo e la prospettiva di una piattaforma petrolifera con fiammella desolforizzante visibile dalla costa non piace a nessuno.

Poi ci sono sindaci e consiglieri che, in palese conflitto di interessi, minimizzano i problemi cercando di trarne vantaggi personali. Ad esempio, Nicola Fratino, il sindaco di Ortona, gestisce in esclusiva le attività portuali della città e fa parte di un consorzio di aziende locali sorto appositamente per fornire servizi petroliferi all’ENI. Da un lato dunque c’è il potere della sua giunta di dare approvazioni di vario genere (come le modifiche al piano regolatore), dall’altro gli enormi interessi privati suoi e di pochi altri soci. Fratino è l’unico sindaco favorevole alla petrolizzazione dell’Abruzzo.

L’opinione pubblica è preoccupata per gli effetti sulla salute. Proprio in questo periodo i media, nazionali e internazionali, iniziano ad occuparsi delle conseguenze delle estrazioni in Basilicata. Dopo 15 anni di petrolio, la Lucania si ritrova con agricoltura e turismo distrutti, emigrazione, corruzione e tumori in aumento. Per gli abruzzesi è come vedere in anteprima ciò che potrebbe accadere da noi.

Non è che la gente sia necessariamente contraria alle estrazioni petrolifere: il fatto è che petrolio ed agricoltura, raffinerie e riserve naturali, non si sposano. E poiché l’Abruzzo ha già una sua vocazione, sarebbe come estirpare tutto quello che già esiste sul territorio in favore di un tipo di attività totalmente aliena e dai dubbi vantaggi economici.

Il Chietino è la seconda provincia italiana per numero di operatori vitivinicoli, e per quantità di uva prodotta. L’enorme danno ambientale della Basilicata, è anche un danno economico e non a caso le cantine del Montepulciano d’Abruzzo sono fra i più agguerriti oppositori del petrolio in Abruzzo. Nonostante il vuoto informativo istituzionale, secondo un sondaggio realizzato nel dicembre del 2008, il 75% degli Abruzzesi è contrario alla petrolizzazione, il 10% è favorevole, il restante 15% dice di non sapere».

A che punto si trova attualmente lo sviluppo di questa vicenda?

«I primi permessi estrattivi sono stati concessi all’ENI nel 2001 e per anni la burocrazia è andata avanti, rilasciando tutti i permessi in sede regionale e provinciale con superficialità e con pochissima riflessione. Solo quando questa vicenda è diventata di dominio pubblico le cose lentamente hanno iniziato a cambiare.

In seguito a forti pressioni popolari, nel marzo del 2008, venne presentato in consiglio regionale una proposta di legge per una moratoria temporanea sull’attività petrolifera in Abruzzo. La moratoria è valida fino al 2010. Venne approvata contro il volere dell’allora presidente della regione, Ottaviano del Turco (poi arrestato per avere, secondo l’accusa, presumibilmente intascato 6 milioni di euro in tangenti sulla sanità abruzzese) e quasi all’unanimità perché fuori c’erano seimila manifestanti che assediavano il palazzo del consiglio regionale a l’Aquila.

Ora c’è un nuovo consiglio regionale, guidato da Gianni Chiodi che, purtroppo, non ha ancora capito la gravità del problema, ed è piuttosto timido nel pronunciarsi».

Può dirci nulla sul valore e sulla rilevanza economica di queste risorse?

«La valenza economica di queste risorse non è molto chiara, nel senso che l’ENI non ha mai rilasciato cifre ufficiali. Qualsiasi sia la loro rilevanza economica però i benefici per il cittadino abruzzese saranno minimi.

In Italia le royalties versate allo stato sono pari al 4% se si estrae in mare, e al 7% per la terraferma. Di questo 7%, se passa la legge proposta dal governo Chiodi, solo il 15% arriverà alla regione, cioé lo 1.05% di tutto il valore del petrolio estratto. Per di più, se l’estrazione dovesse essere al di sotto di una certa quantità, le royalties non ci sono. In Norvegia le royalties sono dell’80%.

In Basilicata la la popolazione non ha tratto alcun vantaggio e a tutt’oggi le emissioni di agenti tossici non vengono monitorati correttamente, ne tantomeno spiegati alla popolazione.

L’ENI ha dichiarato in più occasioni che la raffineria di Ortona occuperà al massimo trenta operai ai quali andrà ad aggiungersi il personale per la costruzione dell’impianto stesso: un centinaio di muratori e tecnici temporanei. Nessuna agenzia governativa, che io sappia, ha elaborato proiezioni occupazionali, né tantomeno messo a confronto i posti di lavoro guadagnati con quelli persi, dovuti all’inevitabile crollo dell’agricoltura, come è successo in Basilicata. Gli impianti sono ad elevatissima automazione dove serve poca manodopera».

Quale impatto ambientale ci si potrebbe aspettare?

«L’impatto ambientale sarebbe molto grave per la regione Abruzzo. Come testimoniano migliaia di articoli scientifici sulle estrazioni petrolifere fatte cosi vicino ai centri abitati.

Spinta dalle pressioni popolari, la provincia di Chieti ha incaricato l’istituto di ricerca Mario Negri di stilare un rapporto sulle conseguenze della presenza della raffineria nel comprensorio di Ortona. Il rapporto è stato reso noto nel dicembre del 2007 e parla di una tonnellata e mezza di sostanze inquinanti emesse ogni giorno, fra cui provati cancerogeni, che andrebbero a spargersi su un territorio dove vivono circa centomila persone. Occorre anche notare che le leggi ambientali italiane sono molto tolleranti sulle emissioni di sostanze tossiche, per nulla paragonabili a quelle che si fissano negli USA per esempio. Per l’idrogeno solforato i limiti italiani sono di oltre 10,000 volte più alti di quelli del Massachusetts; per la diossina mille volte più alti che in Germania. Per quanto riguarda gli impianti marini, le precauzioni che si prenderebbero altrove, in Abruzzo e in Italia in generale non esistono. Negli USA la scorsa estate ci furono molte discussioni quando Bush propose di permettere l’estrazione del petrolio a 50 miglia dalla costa, 80 chilometri. In Italia non esiste alcun limite, ed oggi ci sono permessi estrattivi accordati a Vasto per esempio, dove i pozzi potrebbero sorgere a due chilometri dalla costa. L’Adriatico è poi un mare chiuso, dai fondali bassi, per cui gli inquinanti tenderanno a restare localizzati e in caso di incidente il danno ambientale sarà particolarmente devastante».

Quali gruppi pubblici e privati italiani hanno risposto alla sua iniziativa e come?

«Una volta che la problamatica è nota, che i danni alla salute vengono spiegati alla popolazione mostrando le testimonianze dalla Basilicata, le reazioni sono sempre di rabbia e di sgomento.

Il coinvolgimento pubblico, delle istituzioni invece è stato finora troppo blando. Ci sono state iniziative locali di sindaci, ma la regione è totalmente assente, sia nel prevenire che nell’informare. L’attuale assessore all’ambiente, Daniela Stati, a quasi due mesi dal suo insediamento deve ancora pronunciare una sola parola sul tema petrolio in Abruzzo».

Questa che sta conducendo è una “battaglia” puramente italiana o è riuscita in qualche modo a suscitare alcun interesse qui negli Stati Uniti?

«L’unico modo in cui vinceremo questa sfida è informando tutte le persone che amano l’Abruzzo, i suoi prodotti e la sua natura. L’Italia è troppo corrotta per sperare che prevalga il buonsenso davanti agli interessi economici di pochi potenti. Sto cercando anche di coinvolgere gli Americani, ma occorrerà pazienza e tenacia. Spererei in una maggiore presa di posizione anche di colossi industriali legati all’Abruzzo e al suo territorio, come la Pasta de Cecco e Del Verde».

Ma qual è il suo obiettivo principale al momento?

«Che venga approvata al più presto una moratoria a lungo termine che vieti le operazioni petrolifere. Nel contempo vorrei che si sviluppasse negli Abruzzesi una maggior coscienza civica, di rispetto e di amore per la loro terra e che si capisse che il benessere economico passa anche per la salvaguardia ambientale e non certo rincorrendo le ultime e sporche goccie di petrolio del pianeta».

Berlin

Inserito il 24/03/09 alle ore 22:45 nelle categorie: lights


BC di 96dpi, on Flickr.com since 24th March, 2009

Long exposure, 17mm
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Old and forgotten…

Inserito il 22/03/09 alle ore 20:13 nelle categorie: lights


di Vignir Már, on Flickr.com since 17th March, 2009

L’Italia è matura, può diventare Berluscalia

Inserito il 19/02/09 alle ore 16:03 nelle categorie: notes

Dal blog di Daniele Martinelli:
(http://www.danielemartinelli.it/2009/02/17/litalia-e-matura-puo-diventare-berluscalia/)

Dopo l’Abruzzo anche la Sardegna ha scelto il suo nuovo presidente di area berlusconiana, che è Ugo Cappellacci. Il divario con l’ex governatore veltroniano Renato Soru è ingombrante, per non dire imbarazzante.
Fossi io Berlusconi, a questo punto, andrei a elezioni anticipate con la certezza di vincere ad occhi chiusi col Pdl sbarazzandomi pure della Lega Nord. Diventerei il dominatore assoluto su tutto e tutti. Potrei scegliere di fare contemporaneamente il presidente del consiglio, il presidente della Camera, il presidente e del Senato, e perché no, anche il presidente della ex Repubblica. Ufficializzerei la mia posizione di sultano trasformando il nome dell’Italia in Berluscalia. Senza referendum o noiose consultazioni ma solo con un annuncio a Porta a Porta. Fonderei la mafiocrazia fondata sugli “Amici” con patrona nazionale Maria De Filippi.
Sarei il presidente di tutti: dei babbei, dei pecoroni, dei giustizialisti, degli ambientalisti, degli immigrati, degli usurai, dei blogger informati e persino dei comunisti.

Il ministro Sacconi si sveglia adesso per dire dire che l’Italia va incontro a un disastro sociale. L’Italia è già un disastro. Non soltanto sociale ma anche economico, etico e culturale. La sua civiltà è dilaniata dalla disinformazione, dall’ignoranza e dall’indifferenza che la rende approsimativa, arrogante e pressapochista perché l’unica cosa che la rende coesa è la televisione. Che con precisione chirurgica concerta e rimbalza di canale in canale tutto ciò che non conta con l’interesse collettivo del vivere civile. La televisione continua a tenere distinta la realtà dalla percezione reale che ogni cittadino ha quando la spegne. Perciò noi italiani la televisione non la spegnamo mai. Perché la percezione della realtà che ci inghiotte nel sistema frutto della nostra indifferenza e della nostra arrendevolezza ci terrorizza.
Ci siamo assuefatti a vivere le nostre giornate lottando contro il sistema che ci rema contro. Ogni cosa che ci tocca fare è un problema che affrontiamo con la consapevolezza di doverci arrangiare e sperare che ci vada bene: dall’ufficio postale al parcheggio, dai rapporti con la pubblica amministrazione a quando passeggiamo sul marciapiedi, dobbiamo sperare di travalicare l’uscio di casa senza che ci sia cascato qualcosa in testa.

L’Italia era una nave da crociera dilapidata dai suoi pirati che l’hanno trasformata in una chiatta senza timone, divenuta zona franca per delinquenti, mafiosi, calunniatori e truffatori. La civiltà italiana è un ricordo che si sbiadisce di giorno in giorno. I suoi pirati sono federalisti barricati nel loro orto a pensare come salvare le proprie patate e mangiare pure quelle del vicino. Senza rendersi conto che fregano anche se stessi.
L’Italia indignata delle monetine contro Craxi è soltanto un lontano ricordo di un Paese che ha vissuto una parentesi civile grazie ad una consistente fetta di cittadini dotata di princìpi e di valori.
Oggi gli unici valori rimasti sono i soldi e l’immagine. Le minoranze che sventolano la Costituzione come unico baluardo di democrazia possibile rimangono inoffensive. Il risultato del voto in Abruzzo prima, e in Sardegna poi, lo dimostrano. Berlusconi può approfittarne del tutto finché le televisioni continuano a distrarre. Avessi 20 anni me ne andrei da questo Paese senza futuro, avendone quasi 40 ho qualche problema in più ma ci sto pensando.
Per oggi mi accontento di andare in tribunale per assistere alla sentenza del processo Mills, attesa per le 14.

La bagnante

Inserito il 04/12/08 alle ore 21:03 nelle categorie: lights


la bagnante di acheru, on Flickr.com since 18th November, 2008

Vasto - Monumento alla Bagnante ma tutti la chiamano la Sirenetta…

Tu userai nucleare e fonti fossili sino a quando lo decido IO

Inserito il 04/12/08 alle ore 20:15 nelle categorie: notes

http://blog.libero.it/emergenzambiente/6013589.html

Kioto? in Italia non è aria…..
mentre Obama annuncia ingenti misure economiche sulle fonti alternative, con creazione di migliaia di posti di lavoro, ecco le ultime dalla “moderna” Italia :
stralci ansa del 1/12/08 : il Governo rischia di vanificare i provvedimenti sul risparmio energetico, danneggiando gravemente tanto le famiglie che le imprese, un piccolo esercito di circa 3mila aziende che in Abruzzo vivono attorno al mercato delle costruzioni; 5mila le famiglie che hanno già eseguito interventi di riqualificazione contando su un beneficio di legge che ora rischia di non essere più riconosciuto, o di cambiare sia nell’ammontare sia nei tempi di godimento, infatti i recenti provvedimenti assunti dal Consiglio dei ministri renderanno meno conveniente investire sul contenimento energetico, con conseguenza pesanti anche a carico dell’ambiente.
Un colpo duro a un meccanismo virtuoso, se si pensa che il beneficio fiscale è nell’ordine del 55% dell’investimento sostenuto -BONUS 55% SU ENERGIA-, a questo punto vi starete chiedendo perchè questa follia, ma ecco pronta la risposta, per noi fonti fossili e nucleare :
manca solo il pronunciamento del Senato sul 1441ter “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” che praticamente estrometterà le regioni e i comuni dalle procedure di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione alla perforazione per la ricerca di idrocarburi, art. 16-bis del Ddl 1441 – ter (dove “ter” potrebbe tranquillamente stare per “terroni”).
Questo Disegno di legge priverebbe all’interno della Conferenza Stato-Regioni i rappresentanti delle popolazioni locali di concorrere alla Valutazione di Impatto Ambientale necessaria alle compagnie petrolifere per la ricerca di idrocarburi solidi e gassosi.
In pratica, si vogliono svendere le risorse da idrocarburi dell’Abruzzo, incuranti delle conseguenze sociali e ambientali, che con operazioni a senso unico non condivise dai titolari del territorio, produrrebbero danni irreparabili come già sta succedendo in Val d’Agri.
Sarà anche l’atto legislativo che istituirà l’ASN, l’Autorità per la sicurezza nucleare, infatti il Governo ha messo in piedi l’organo che praticamente si occuperà di costruire le centrali nucleari sul nostro territorio.
Entro il 30 giugno 2009, adotterà uno o più decreti legislativi di riassetto normativo recanti criteri per le discipline della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione elettrica nucleare nonché dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare e per la definizione delle misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate- ma allora fa male sto nucleare-;
visto l’andazzo saremo tra i prescelti ?
Un altra notiziola e poi finiamo nel senso letterale..:
Bruciare la monnezza è un’operazione un po’ diversa che ricavare energia dal vento e dal sole, le autentiche fonti rinnovabili: non vi pare?
ciò nonostante ancora finanziamenti Cip6 agli inceneritori.
In teoria i fondi Cip6 sono destinati alle energie rinnovabili, in pratica, gli inceneritori dei rifiuti avranno tempo fino al 31 dicembre 2009 per accedervi.
Così prevede un emendamento al disegno di legge 1441-ter anche quì ter sta per terroni, perchè sempre noi saremo quelli che se li vedranno fioccare a manciate. Bertolaso dice che senza gli incentivi Cip6 gli inceneritori sono antieconomici. Il Governo che fa, percorre un’altra strada? Punta sulla raccolta differenziata e della riduzione dei rifiuti? Macchè.
Queste in sintesi alcune risposte del governo . Forse “creativi” come sono, si rifanno alle cure omeopatiche, e quindi al cosiddetto principio di similitudine del farmaco (similia similibus curantur) enunciato dallo stesso Hahnemann e per il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia è dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella malata….
PS.: si preparano pulman per espatri di massa…ma prima di fuggire per bonus55% inviamo tutti :

MAIL AL SITO DEL GOVERNO

Scrivi anche tu al Governo cliccando sul sito :
http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp

chiedi spiegazioni e l’immediata cancellazione dell’art. 29 inerente agli sgravi degli interventi di
riqualificazione energetica sugli edifici.

Incoming…

Inserito il 01/12/08 alle ore 1:35 nelle categorie: lights


Incoming… di Qmanés, on Flickr.com since 26th November, 2008

Rancho Seco, California

Inserito il 04/11/08 alle ore 23:38 nelle categorie: lights


Rancho Seco, California di Dizzy Atmosphere, on Flickr.com since 10th October, 2008

La Collina

Inserito il 26/10/08 alle ore 1:17 nelle categorie: lights


La Collina di Lucfan, on Flickr.com since 8th October, 2008

Punta Aderci ingresso nord

Inserito il 15/06/08 alle ore 22:06 nelle categorie: lights, notes

click to enlarge

http://www.vastesi.com/blog/2008/06/15/punta-aderci-ingresso-nord

L’ex tracciato ferroviario è un interessante percorso natura all’interno della Riserva naturale di Punta Aderci. E’ possibile seguirlo anche in bici, ma a piedi si ha il vantaggio di poter infilare gli anfratti della macchia mediterranea per raggiungere la spiaggia e le meravigliose pinete che di tanto in tanto costeggiano la passeggiata. L’ingresso nord è raggiungibile attraverso il sentiero di fianco il camping Poker per salire sul tracciato ed attraversare il fiume Sinello sul vecchio ponte della ferrovia.

     

     

     

     

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spighe

Inserito il 15/06/08 alle ore 20:40 nelle categorie: lights


spighe di Lucfan, on Flickr.com since 10th June, 2008

Testa d’ambientalista

Inserito il 13/06/08 alle ore 20:33 nelle categorie: notes

Dal Blog di Raoul Mantini:
http://raoulmantini.blogspot.com/2008/06/testa-dambientalista.html

Qualche mese fa la stampa ufficiale sentenziava che da un Paese dove Beppe Grillo fa l’economista e Gino Strada il negoziatore non ci si poteva aspettare nulla di buono. Sono perfettamente d’accordo. In un Paese in cui un comico è più credibile dei vari Brunetta o Tremonti ed un medico riesce ad ottenere risultati laddove il Ministro degli Esteri D’Alema annaspava come un pulcino nella stoppia, effettivamente c’è qualcosa che non funziona. Ma c’è di molto peggio. L’Italia è un Paese strano. In Italia, ad esempio, Buttiglione e Vattimo sono filosofi, Sgarbi è un intellettuale, Taricone un attore, Veronesi e Giugliano grandi scienziati, Vespa e Mentana sono giornalisti, la Carfagna un ministro, la Carlucci un eurodeputato, Veltroni e la Santanchè dei leader politici, Luciani e Cimoli dei manager, Realacci e Testa due ambientalisti. Se al posto della repubblica avessimo avuto ancora la monarchia, perfino Emanuele Filiberto di Savoia sarebbe diventato re. L’Italia è forse l’unico Paese al mondo in cui la notorietà genera spontaneamente autorevolezza: più sei illuminato dai riflettori e più puoi sentirti libero di dire ogni sorta di castroneria nella certezza di essere creduto da milioni di allocchi che, dall’altra parte dello schermo, stanno lì a bocca aperta pronti a bere l’imbevibile. Scriveva Pasolini che gli italiani hanno, nei confronti della televisione, un atteggiamento di totale sudditanza psicologica: è sufficiente far passare un’informazione, sia essa vera o falsa, attraverso lo schermo per trasformarla in dogma agli occhi delle masse. Ciò fu abbondantemente dimostrato sul piano pratico da un signore che nel 1993 si inventò un bel partito per il bene del popolo e, reclamizzandolo con un’impressionante raffica di spot, in pochi mesi vinse le elezioni ed iniziò subito ad aggiustare le sue magagne giudiziarie e finanziarie. L’annullamento di ogni differenza sostanziale fra maggioranza e opposizione, e l’esclusione dalla vita politica del Paese di tutte le forze che si ostinavano a mantenere anche una sola parvenza di impianto ideologico, hanno fatto sì che funamboli del nulla assoluto come Sorgi, Facci, Stella, Testa e via dicendo divenissero i padroni incontrastati del cosiddetto “opinionismo”. E i danni di questa “deriva del nulla”, dal punto di vista culturale nonché, in ultima analisi, anche sociale, sono già facilmente riscontrabili anche se, ancora, difficilmente quantificabili. L’ultimo saggio di Chicco Testa, ospite ieri sera da Santoro ad AnnoZero, da una parte ha contribuito ad aggiungere disinformazione alla disinformazione dilagante in quanto seminata dai principali mezzi di comunicazione di massa, dall’altra ha fatto emergere il livello di incompetenza, di gretta ignoranza e di dozzinale pressappochismo che caratterizza questi maldestri giocolieri delle mezze verità. Dopo aver parlato a sproposito per tutta la puntata dimostrando di non avere la minima padronanza della materia su cui, con performante sicumera, stava dissertando - ovvero la gestione dei materiali post-consumo (impropriamente chiamati “rifiuti”) - il Chicco nazionale è arrivato ad affermare che “le ceneri dei termocombustori sono materiali inerti, quindi non pericolosi”. Abbiamo buoni motivi per credere che un pur minoritario, ma tuttavia consistente coro di pernacchie si sia sollevato all’unisono da più parti del Paese. Le ceneri e le scorie degli inceneritori, che per peso ammontano a circa il 30% del quantitativo di rifiuti incenerito (esattamente dal 20 al 25% di scorie e intorno al 5% di ceneri) rientrano nella categoria dei cosiddetti rifiuti speciali tossico-nocivi, per cui debbono essere inviate in Germania, dove vengono stoccate in discariche speciali situate in miniere di salgemma abbandonate. Testa non lo sapeva. Non sapeva nemmeno, mesi fa, che il carbone pulito è un’idiozia, una fantatecnologia da Star Trek con cui qualcuno vuole convincere le popolazioni del Polesine e dell’Alto Lazio che impiantare due megamostri a carbone da 2600 MW non comporterà alcun effetto dannoso per la salute dei residenti, per l’agricoltura e per la pesca. Testa diceva che la Cina e l’India inquinano così tanto che, centrale più o centrale meno, di merda ne respiriamo comunque a tonnellate. E’ vero. Ma, piccolo particolare, l’umanità si trova a dover tentare di salvare il Pianeta dalla catastrofe, e non di finire di spremerlo come un limone, quasi ne avesse un altro su cui andare a vivere. Questo è un concetto che nella testa di Testa non ha trovato asilo. Tralasciamo tutto il resto, su cui è meglio stendere un velo pietoso. Sorvoliamo sui dietrofront di questo “ambientalista per professione”, che nel 1987 fu tra i promotori del referendum contro il nucleare ed ora va in giro a raccontare che “non è immaginabile un mondo senza il nucleare”. Sorvoliamo sul periodo di presidenza dell’ENEL, sorvoliamo su tutto. Un capitolo a sé meriterebbe il suo insigne collega Realacci, altro apologeta dell’ “ambientalismo del sì”, che consiste nell’autodefinirsi ambientalisti e dire di sì a tutti gli scempi possibili ed immaginabili, dagli inceneritori al ponte sullo Stretto, dalla perforazione delle rocce amiantifere della Val di Susa al Mose, tutte “grandi opere” guarda caso targate Impregilo… Ma forse non è un caso che gente come Testa e Realacci vengano chiamati a parlare di ambiente nei salotti televisivi: la loro totale ignoranza in materia ambientale, forse mista a malafede e ad una buona dose di faziosità sviluppista, li rende degni rappresentanti di spicco di un sedicente movimento ambientalista autoreferenziale e trasversale in una penisola dove tutto è a rovescio.

» http://raoulmantini.blogspot.com/2008/06/testa-dambientalista.html

Prigionieri del petrolio

Inserito il 13/06/08 alle ore 20:12 nelle categorie: lights


Platform di Olivier Jules, on Flickr.com since 11th June, 2008

Il nuovo governo

Inserito il 08/05/08 alle ore 14:22 nelle categorie: notes

Dagospia.it passa in rassegna i nuovi rappresentanti del “neo” governo berlusconi:

TUTTO IL GOVERNO, MINISTRO PER MINISTRO
Massimo Gramellini e Mattia Feltri per La Stampa>

1 - SVILUPPO ECONOMICO: CLAUDIO SCAJOLA
Claudio “bulldog” Scajola, 60 anni, ligure di Imperia, unico ministro del Nord Ovest (verrà esibito in apposite mostre accanto ai panda). Ex dc non pentito, nella prima parte della sua vita da tecnocrate ha lavorato presso vari uffici dalle sigle elaborate: Inpdap, Usl. Ministro berlusconiano di lungo corso, eredita la poltrona scomoda di Bersani. Liberalizzazioni, problemi energetici: bazzecole rispetto al ministero dell’Interno, che fu indotto a lasciare dopo aver dato del «rompicoglioni» a Marco Biagi (già morto) mentre aspettava con un certo nervosismo la motovedetta cipriota “Odysseus”, in grave e fatale ritardo. Da allora guarda chiunque glieli rompa sul serio mordendosi le labbra.

2 – DIFESA: IGNAZIO LA RUSSA
Ignazio “Full metal jacket” La Russa, 61 anni, siciliano di Milano. Dal Msi al Pdl, senza mai perdere la testa (ma neanche una festa). Simpatico quasi come il padre, un famoso avvocato postfascista e donnaiolo («Che ci faccio io alle donne? L’assegno»). Per via della bellissima voce, ha doppiato una puntata dei Simpson. Recentemente al telefono Fini lo avrebbe scambiato per l’imitazione di Fiorello. Ma forse non l’ha scambiato per niente. Va al ministero della Difesa e non poteva essere altrimenti: con quel pizzetto un po’ così e quello sguardo un po’ cosà, se gli metti un basco in testa e una giacca verde militare sulle spalle, sembra un capitano di corvetta.


‘Er Pomata’ Zaia

3 - POLITICHE AGRICOLE: LUCA ZAIA
Luca «Er Pomata» Zaia, 40 anni, di Conegliano come Sacconi (2 ministri su 12, è la Roma del Triveneto). Il volto nuovo della Lega, che i giornali locali chiamano Er Pomata - alla romana - per via del gel spalmato sui capelli, fu multato da vigili antifederalisti mentre andava a 193 all’ora in autostrada. («Stavo correndo a Venezia, mi avevano detto che era stata colpita da una tromba d’aria», si giustificò con creatività). Da presidente della Provincia fece assumere sei asini brucaerba, ritenuti a ragione meno costosi delle falciatrici. Enologo e laureato in scienza della produzione animale, il neoministro dell’Agricoltura capisce di agricoltura (evviva!) e in particolare di barbabietole. Lui ha promesso di ripartire proprio da lì: rialzati, barbabietola!

4 - SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA: GIANNI LETTA
Gianni “Duracell” Letta, abruzzese di Avezzano, 73 anni portati come un cinquantenne. Non è lombardo, eppure lavora 18 ore al giorno: Calderoli non se ne capacita e forse organizzerà un seminario per venire a capo dell’enigma, trovandogli un trisnonno di Abbiategrasso. E’ il Sottosegretario per antonomasia di tutti i governi Berlusconi. Se l’Italia fosse una monarchia sarebbe il Mazzarino di re Silvio. Mentre se fosse una repubblica presidenziale, il De Gaulle di Arcore ne farebbe subito il suo primo ministro, affidandogli tutte le deleghe tranne quella per il tempo libero, di cui tanto Letta non sa che farsene. Conosce e custodisce molti misteri: il più impenetrabile resta la formula della gelatina con cui ogni mattina si ipnotizza i capelli.

5 – FUNZIONE: PUBBLICA RENATO BRUNETTA
Renato “La Brunetta” Brunetta venne così soprannominato dai quei burloni di colleghi d’accademia con un poco azzeccato riferimento alla cantante dei Ricchi e Poveri. In realtà, nacque povero 58 anni fa a Venezia, figlio di un venditore ambulante di protesi, ma divenne ricco studiando economia e applicandosi alla politica. Consigliere di Craxi, ha raggiunto il successo con Berlusconi, con il quale scherza amabilmente sulla statura (Brunetta è l’unico del Consiglio dei ministri più basso del Cavaliere). Caparbio e irascibile, è molto orgoglioso dei premi conseguiti e dei libri scritti, compreso uno amatissimo dai patiti del settore sull’“isteresi”. Fiero avversario di Tremonti, si picca di essere grande intenditore di cinema.


Angelino Alfano

6 – GIUSTIZIA: ANGELINO ALFANO
Angelino “Gesuita” Alfano, 38 anni, siciliano di Agrigento. E adesso da Santoro qualcuno dirà: «Vergogna, Berlusconi ha affidato la Giustizia al suo segretario personale!». In realtà il neoministro della Giustizia non è il segretario personale di Berlusconi. E’ l’ex segretario personale di Berlusconi. Con il quale, comunque, intrattiene ancora rapporti molto cordiali. Democristiano nel corpo e nell’anima, ma in versione aggiornata: commissionò ai giornali locali un sondaggio da cui si ricavava che il 70% dei siciliani desiderava andare a cena con lui. L’altro 30% probabilmente c’era già andato, anche se resta da capire chi avesse pagato il conto. Quelli che lo stimano assicurano che farà strada. Quelli che lo temono, anche.

7 – AMBIENTE: STEFANIA PRESTIGIACOMO
Stefania “Floriiiis” Prestigiacomo, 41 anni, siracusana. Ha vinto il derby di Forza Italia con l’industriale ittica Michela Brambilla, che nel partito qualcuno chiama simpaticamente la «Pescivendola». Alla fine ha prevalso l’anzianità di servizio e anche la necessità di non avere soltanto ministri che parlassero il brianzolo. In questo la Prestigiacomo è a prova di doppiaggio: il suo intercalare tipico a Ballarò, «Floriiiis, lèèèèi mi dève lasciaaaare parlaaare», ormai viene portato come saggio nelle scuole di teatro dialettale siciliano. Già al ministero per le Pari Opportunità, ora gliene capita uno quanto mai dispari: dovrà occuparsi dell’Ambiente, di cui in Italia non si occupa purtroppo quasi nessuno. Ha la fortuna sfacciata di venire dopo
Pecoraro Scanio.


I ‘legaioli’ Bossi e Maroni

© Foto La Presse

8 – INTERNO: ROBERTO MARONI
Roberto “Sax” Maroni, varesino, 53 anni. A volte ritornano. Nel ‘94 approdò al Viminale col vento del Nord: trovò uno studio vasto come la piazza di Legnano e una scrivania come il letto del Barbarossa. Con barbarico furore ne prese possesso, facendosi fotografare i piedi incrociati sul tavolo. Trovò cassetti che supponeva pieni di carte e segreti. E assicurò: niente paura, sono qui per aprirli. Un anno dopo, andandosene, confessò di averli trovati vuoti. Con 7 anni di opposizione, Milan e sassofono, da titolare del Welfare tenne a battesimo la Riforma delle pensioni che va sotto il suo nome. Un successo cancellato da Prodi e lasciato in soffitta da Silvio. I tempi cambiano: decisionismo, ma con juicio.

9 – INFRASTRUTTURE: ALTERO MATTEOLI
Altero “Altero” Matteoli, l’unico che ha il nomigonolo nel nome, è uno dei politici più collerici della storia repubblicana. Nato a Cecina (Livorno) l’8 settembre del 1940, è costretto a festeggiare il compleanno in una data molto infausta. Nominato ministro dell’Ambiente nel 2001, concesse la prima intervista sulla sua terrazza di Castiglioncello, mentre dietro fumavano inesauribili le ciminiere della Solvay. Il nuovo incarico (Infrastrutture) non gli creerà più alcun imbarazzo. Nelle biografie segnala sempre di essere stato l’autore di una fondamentale legge quadro in materia di cave e torbiere e di aver imposto sui treni a lunga percorrenza l’istituzione di un servizio sanitario, di cui tuttavia nessuno ha mai scorto traccia.

10 – FEDERALISMO: UMBERTO BOSSI
Umberto “Senatùr” Bossi, per tutti è il Senatùr nonostante sia stato senatore soltanto nel 1987, e nonostante in Lombardia la parola “senatùr” non esista. Sessantasette anni, nato a Cassano Magnago in provincia di Varese, ieri ha messo in imbarazzo il premier, che elencava in gabinetto “professori”, “dottori” e “avvocati”, e a lui ha riservato il solo titolo di “onorevole”. Infatti gli studi lo hanno condotto a una specializzazione in elettronica. Ex comunista, ex cantautore, ex mercante di prodotti ortofrutticoli, passerà alla storia per aver fondato la Lega Lombarda. Più trascurabile la fondazione di Arnassita Piemonteisa e di una Lista per Trieste che, nell’83, prese 150 voti fra Varese, Como e Sondrio. Poi l’Umberto sfondò.


Gianfranco Rotondi
© Foto U.Pizzi

11 - ATTUAZIONE PROGRAMMA: GIANFRANCO ROTONDI
Gianfranco “Spatola” Rotondi è un avellinese purosangue (lo dicono i suoi concittadini) nato quarantasette anni fa. Reputato a lungo lo scapolo d’oro della politica irpina, si guadagnò il terribile soprannome per il furore amatorio consentitogli dal celibato. Guarda il caso, infine si sposò con la signora Maria Teresa Spatola di Salerno, e nella circostanza il testimone Silvio Berlusconi cantò «a gelusia». Democristiano, giornalista, laureato in giurisprudenza, alla scissione del Ppi si schierò con Rocco Buttiglione, suo grande amico ora abbandonato in minoranza. E’ il leader della Democrazia cristiana per le Autonomie. Grandissimo tempista, per settimane ha snobbato il governo e se lo è guadagnato con le cattive all’ultimo istante.

12 - BENI CULTURALI: SANDRO BONDI
Sandro “Rapanello” Bondi, toscano, 49 anni. Quando era giovane e comunista lo chiamavano Rapanello perché rosso fuori ma bianco dentro. Adesso è abbastanza bianco anche fuori. Ama la poesia e Berlusconi, non necessariamente in quest’ordine. I maligni, categoria umana che lui cristianamente perdona, ancora raccontano di quella volta che Silvio entrò in una riunione in cui Bondi stava parlando. Il futuro ministro si interruppe e disse: «Scusa, presidente, se ardisco continuare a parlare in tua presenza». Ma si sa, la gente è maliziosa. E invidiosa della sua penna. L’ultima poesia Bondi l’ha dedicata a Jovanotti: «Concerto - vibrazioni dell’anima - eco del divino - dolore dell’essere - onde dell’amore». Va alla Cultura, che lo aspetta, ondeggiante d’amore.


Maria Stella Gelmini

13 – ISTRUZIONE: MARIA STELLA GELMINI
Maria Stella «Secchiona» Gelmini, 35 anni, avvocato di Brescia. Organizzatrice efficiente, obbediente e d’aspetto gradevole. Cattolica col crocefisso sotto il foulard, non crede alle quote rosa ma alle quote grigie, «intese come materia cerebrale». Del nuovo sindaco di Roma Alemanno ebbe a dire che era bravo soprattutto a farsi clientele al Sud. Spiegò anche che Berlusconi era traumatizzato dal politico sciatto della Prima Repubblica. «Lui la pensa alla greca: kalos kai agatòs». Bella e valorosa come da citazione classica, la neoministra dell’Istruzione ha lo sguardo della supplente che ti frega, rivelandosi poi più tosta della prof che era chiamata a sostituire (nella fattispecie Letizia Moratti).

14 – SEMPLIFICAZIONE: ROBERTO CALDEROLI
Roberto «Cariöl» Calderoli, bergamasco, cinquantadue anni appena compiuti, è il più celebre esponente della dinastia di dentisti cui appartiene (a Bergamo si dice «se te ghét ol cariöl va del Calderöl», se hai la carie va da Calderoli). Pochi giorni fa, Berlusconi gli ha detto di inventarsi un ministero in dieci minuti, e lui si è inventato il ministero alla Semplificazione che dovrà snellire il legiferare. Non per niente, Calderoli è anche l’architetto del «porcellum». Siccome parla come mangia, sostiene che a Bruxelles sono tutti pedofili, gli extracomunitari dei bingo-bongo e i gay dei culattoni. Sposato con rito celtico a Sabina Negri, ha successivamente divorziato con rito civile. Secondo tutti è un fuoriclasse nella direzione di Palazzo Madama.

15 – ECONOMIA: GIULIO TREMONTI
Giulio “Genius” Tremonti, 61 anni, di Sondrio. L’Ultimo Miglio, nel senso di successore ideale del professore leghista. E’ l’ideologo di un Nord preoccupato dai cinesi, che si portano via il lavoro, e dai romani, che si portano via i soldi. Il suo libro più recente è stato un successo: «La Paura e la Speranza», dove la Paura è un mondo senza regole e la Speranza è lui, che pure quanto a ottimismo sembra Visco. È stato liberale da adolescente, socialista da militare e sodale di Segni negli anni della maturità. Poi è tornato ragazzo per diventare superministro del centrodestra, con l’incarico di riportare sulla terra le promesse del suo premier. Ieri Tremonti ha sostenuto di credere in Dio. Speriamo sia un amore ricambiato, perché ne avremo bisogno.


Maurizio Sacconi

© Foto U.Pizzi

16 – WELFARE: MAURIZIO SACCONI
Maurizio “Garofano” Sacconi, 58 anni di Conegliano (Treviso). L’ultimo craxiano ad andare al potere. Ma anche l’unico ad aver fatto una gavetta tanto lunga: arriva a sedersi sulla poltrona del Welfare (strappata ad An), quindici anni dopo la caduta del muro di Bettino. Una delle poche facce nuove del governo, ma non per gli addetti ai lavori, che ne hanno sempre apprezzato l’intelligenza. E nemmeno per gli abitanti di Treviso che tutte le settimane vanno a rendergli omaggio nei bar della piazza all’ora dell’aperitivo, il celeberrimo «spritz» (acqua gasata, vino bianco e tutto quanto fa spettacolo), di cui Sacconi è cultore assiduo. Dopo un paio di bicchieri riesce persino a parlare con Gentilini.

17 - RAPPORTI PARLAMENTO: ELIO VITO
Elio “Magico” Vito, quarantotto anni a novembre, già detto “mister centomila preferenze” (ma è un errore da sbadati: capace di tanto era suo cugino Alfredo), si è sposato lo scorso anno alla presenza dell’attuale premier, e Sandro Bondi gli vergò l’immortale verso: «Fra le tue braccia magico silenzio…». Esordì in politica come tecnico del suono di Radio radicale, redazione di Napoli, in occasione del processo Tortora. La penuria di personale lo traformò poi in intervistatore e in seguito in consigliere comunale. Fra pannelliani e Forza Italia, è stato deputato di Bollate (Milano), di Misterbianco (Catania) e dell’Umbria. Laureato in sociologia, secondo Daniele Luttazzi assomiglia «a una di quelle cose che scappano quando alzi una pietra».

18 - POLITICHE COMUNITARIE: ANDREA RONCHI
Andrea “Malore” Ronchi, perugino, cinquantatré anni ad agosto, recentissimamente soprannominato “Malore” perché a un lapsus di Bruno Vespa - che aveva attribuito la vittoria elettorale a Romano Prodi - finse un colpo apoplettico e si accasciò morente. Si dice che sia stato presentato a Gianfranco Fini dall’ex presidente della Consulta, Gaetano Rebecchini, come «un giovine dabbene». Secondo la leggenda, a Silvio Berlusconi piacque per pregiudizio: «Ronchi? Come Ronchi dei Legionari? Fantastico, fa per noi». Formidabile portavoce di Alleanza nazionale - a tutti i giornalisti dice «sarai il primo a saperlo, amico mio», e poi non svela nemmeno mezzo segreto - succede ad Emma Bonino e si prende le Politiche comunitarie.

19 - POLITICHE GIOVANILI: GIORGIA MELONI
Giorgia “Cerbiatto” Meloni, cosiddetta per le spettacolose iridi pervinca, a trentuno anni e quattro mesi scavalca Enrico Letta e Giulio Andreotti e si aggiudica il titolo di più giovane ministro della Repubblica; a ventuno fu il più giovane consigliere provinciale del paese. Nata e cresciuta alla Garbatella, conosce le borgate e l’arte spiccia della politica. A Fabio Rampelli - che la inventò - si rivolge col tono autoritario di una donna Assunta. Esordì a quindici anni fondando il coordinamento studentesco anti-Jervolino degli «Antenati», per cui qualcuno la chiamava “Ciotolina”, come la figlia di Barney dell’omonimo cartone animato. Raggiunto il potere, le è presa la fissa dell’estetica, e all’alba la si scorge far footing sul Lungotevere.


Mara Carfagna

20 - PARI OPPORTUNITÀ: MARA CARFAGNA
Mara “Matilde” Carfagna interpretò, appunto, e senza difficoltà, il ruolo della cuoca Matilde nella fiction «Boris», dal momento che da ragazza fu impiegata nella cucina di un ristorante di Salerno, dove nacque trentadue anni fa. Bellissima e brava ai fornelli, è un sogno per tutti gli italiani. Sesta a miss Italia (1997), è passata da Davide Mengacci («La domenica del villaggio») e Giancarlo Magalli («Piazza Grande») a Gianfranco Fini e Renato Schifani. Vittima di becere ironie da caserma, si è riscattata studiando parecchio, e ai confronti in tv strapazza i molti che la prendono sotto gamba. Nega di aver posato nuda, e infatti gli hacker fanno più fatica a trovare le sue foto discinte che le dichiarazioni dei redditi. Ma alla fine le trovano.

21 – ESTERI: FRANCO FRATTINI
Franco “Gessato” Frattini, 51 anni, romano. Dalla scapigliatura del «manifesto», il giornale rosso antico con cui collaborò da giovane, al capello da bambolotto, con riga laterale perfettamente scolpita, che lo ha fatto conoscere al pubblico televisivo. Nel 1997, in un fuori onda, definì “cialtroni” quelli del ccd di Casini: senza saperlo, aveva dettato la linea con un decennio di anticipo. Ma forse lo sapeva benissimo. Già capo della diplomazia nel Berlusconi II, gode fama di nervi saldi. Gli serviranno per reggere la prova più dura: fare il ministro degli Esteri di un presidente che si sente anzitutto un ministro degli Esteri. Frattini lo sostituirà nelle riunioni con gli eurocrati di Bruxelles e in tutte le altre non riscaldate dalla luce abbronzante delle telecamere.

22 - RAPPORTI REGIONI: RAFFAELE FITTO
Raffaele “Bambolotto” Fitto, detto anche Raffaele “Fitto” Fitto, per come ti guarda trafiggente, ha trentotto anni ed è considerato, anche dal premier, un enfant prodige della politica. Ha seguito le orme del padre Salvatore nella Democrazia cristiana, e nel ‘90, quando il babbo era morto, si trasferì in Forza Italia. Governatore della Puglia a soli 31 anni, si ricandidò e fu sconfitto dall’omosessuale Nichi Vendola, il che lo fece vacillare nella convinzione che il volto da bambolotto seducesse gli elettori. Stravede per la madre, sua prima consigliera, e per Berlusconi, suo primo consigliere. Ha vinto il “premio Dorso”, sebbene nessuno ne dia mai notizia, e quando Antonio Cassano torna a Bari lo accoglie sempre con un caffè al ghiaccio.

Quack!

Inserito il 29/04/08 alle ore 23:38 nelle categorie: lights


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Flight of the Sandhill

Inserito il 06/04/08 alle ore 16:26 nelle categorie: lights


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